Diari
By Adriano Ianiro
28/09/2026

Il Cammino del Gran Sasso con Adriano: in due giorni tra Campo Imperatore e Rocca Calascio

E qui, tra gli ultimi raggi del sole, consumiamo una delle cene più semplici, ma tra le più belle mai fatte.

Adriano, volto noto della community Cammini d’Italia, ha scelto di rimettersi ancora una volta in cammino e di vivere il Cammino del Gran Sasso in modo intenso: pochi giorni (2 tappe), tanti chilometri e un susseguirsi continuo di paesaggi capaci di cambiare volto a ogni passo. Tra l’immensità di Campo Imperatore e la spettacolare Rocca Calascio, il suo diario racconta un viaggio fatto di fatica, incontri, soste improvvisate e momenti semplici che finiscono per diventare i ricordi più belli. Un racconto da leggere tutto d’un fiato, per scoprire cosa significa attraversare a piedi uno degli angoli più affascinanti dell’Abruzzo.

Introduzione

Il cammino è ufficialmente suddiviso in 5 tappe, alcune molto brevi, che io, insieme al mio equipaggio, faremo in 2. Purtroppo, “il tempo è tiranno”… Questa volta con me ci sono Gianluca, socio nonché mio mentore di camminate, Benedetta, con cui condivido questa nuova avventura dopo il Larth, e infine Raffaele, icona della Tuscia delle Walking Marathon (P.S. La Scarpinata della Teverina vi attende…).

Approfittiamo del venerdì post-lavoro per avvicinarci e pernottiamo a L’Aquila, dopo esserci rifocillati, naturalmente.

Al mattino di buon’ora, sveglia e partenza verso Campo Imperatore, ma prima facciamo sosta a Fonte Cerreto: colazione, ritiro delle credenziali, lasciamo le auto e con un’altra ci dirigiamo verso la partenza.

Una volta scollinato, si apre lo spettacolo dell’altopiano e non vediamo l’ora di esplorarlo.

Se anche tu come hai voglia di condividere il tuo racconto di cammino, scrivici a info@camminiditalia.org: ti invieremo tutte le indicazioni per raccontare la tua avventura! E se preferisci un contatto diretto unisciti alla nostra Community su Facebook e condividi il tuo racconto con noi e altri appassionati.

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Tappa 01: Campo Imperatore – Rocca calascio

32 km, +680 m / -1590 m

Zaini in spalla, scarponi ai piedi: l’aria è fresca e si parte. Siamo a fine giugno; la neve ha lasciato queste montagne da poco, anzi, spunta ancora sulle vette, regalando ai nostri occhi colori meravigliosi. Cominciamo a costeggiare le alte vette e ad ammirare la piana dall’alto, che da lì a poco avremmo percorso.

Non poteva capitarci giornata migliore: i paesaggi che si vedono sono inspiegabili, servirebbe un intero album fotografico. Dal cospetto dei monti ci troviamo sulla piana e al piccolo laghetto di Pietranzoni, meta di fotografi e animali al pascolo. Un’altra prateria sconfinata e ci ritroviamo nel suggestivo Canyon dello Scoppaturo, location di svariati film, che attraversiamo fino a Fonte Assergi, per poi varcare il colle fino a Castel del Monte, tra prati cosparsi di farfalle.

Il grazioso borgo compare ai nostri piedi e, mentre muoviamo i primi passi in paese, ci viene in mente un gran finale di tappa: pranzo al ristorante e cena all’aperto con il tramonto su Rocca Calascio. Così, dopo una deliziosa mangiata presso l’Osteria del Lupo (che ringrazio per l’accoglienza e la bontà), ci incamminiamo nel centro storico di Castel del Monte. Tra le graziose stradine incontriamo Serena del negozio Mariannina – Sapori e tradizioni d’Abruzzo. Tra assaggi e piacevolissime chiacchiere, ci procuriamo la nostra cena, facciamo un selfie tutti insieme e finiamo di attraversare il borgo. Piccolo check e si scende per l’ultima valle della giornata, prima di cominciare la salita per Calascio.

Sai che il Cammino del Gran Sasso riserva tante piacevoli sorprese dal punto di vista enogastronomico? Abbiamo scritto un articolo qui!

Finalmente eccoci in paese! Giriamo per le viuzze in cerca del nostro appartamento e, una volta arrivati, inizia il turno per la meritata doccia. Mi prenoto per ultimo e ne approfitto per un breve tour del borgo. Una volta docciati, siamo pronti a rincamminarci verso la Rocca con un piccolo zaino contenente la nostra cena; ma prima di intraprendere il sentiero finale, rifornimento di vino e si va!

Arriviamo in vetta in perfetto orario: una piccola passeggiata e troviamo il nostro punto sosta. E qui, tra gli ultimi raggi del sole, consumiamo una delle cene più semplici, ma tra le più belle mai fatte.

Tappa 02: Rocca calascio – Fonte Cerreto

36.3 km, +1440 m / -1540 m

Ci risiamo: sveglia presto per godere il più possibile del fresco mattutino, ed anche perché avremo bei chilometri da macinare. Ci ritocca la salita verso Rocca Calascio e, vabbè, così l’abbiamo vista in tutte le salse; qualche foto di rito da nuove inquadrature e attraversiamo i colli fino a Santo Stefano di Sessanio per la tappa colazione, fondamentale. Nell’attesa che aprano il bar e il punto informazioni per il timbro, ne approfittiamo per la visita dell’incantevole borgo medievale fortificato, con i suoi vicoli, scalinate e archi interamente realizzati in pietra calcarea bianca. Molto scenografico.

Energie assimilate, si riparte: prati e infiniti campi ci accompagnano mentre guadagniamo quota, per poi riscendere verso Barisciano, il borgo più basso del cammino, a quota 950 m. Prima di scendere, però, abbandoniamo il sentiero ufficiale per una visita all’antico Castello di Barisciano dell’VIII secolo o, per meglio dire, ai suoi affascinanti ruderi. Passiamo per la Chiesa di San Rocco (XVI secolo) e prendiamo il sentiero a gradoni, fiancheggiato dalle stazioni tradizionali della Via Crucis, fino al paese. Qui troviamo il sindaco che ci timbra la credenziale e ci omaggia di un adesivo del cammino.

Ed anche oggi, per contrastare le ore più calde e rilassarci a dovere, optiamo per il ristorante. Dopo questo rinforzo, siamo pronti a rimetterci in marcia, dopo aver sbirciato la parte rimanente del borgo. Comincia così l’inesorabile salita che ci riporterà sui 1500 m. In lontananza ricominciano a spuntare le vette del Gran Sasso, a rendere unici gli scenari del cammino. La compagnia, le chiacchiere e i vari scorci aiutano molto il nostro spirito, mentre un paio di fonti lungo il sentiero aiutano anche il nostro corpo.

Raggiungiamo il Tempietto di Sant’Eusanio, edificio religioso in pietra del tardo XVI secolo (abbandonato), prima di attraversare un gradevole e morbido prato verdissimo fino a udire le auto che dalla statale cominciano ad abbandonare Campo Imperatore: insomma, il nostro traguardo è vicino. Ultimi chilometri in quota prima di un discesone “infernale” fino a Fonte Cerreto, dove prestare molta attenzione.

Traguardo raggiunto: un momento di relax e brindisi tutti insieme. Torniamo così al parcheggio: tra docce improvvisate e abbronzature “fashion”, salutiamo i “viterbesi” e ci mettiamo in viaggio per andare a recuperare l’auto all’ostello in vetta. Il tramonto ci accompagna durante tutta la risalita; purtroppo, una volta su, il sole era già sparito. Saluto il mio socio Gianluca e questi luoghi meravigliosi ma, mentre riscendo, parcheggio e mi concedo qualche altro minuto e alcuni scatti che porterò nel cuore, come tutto questo indimenticabile weekend.

Articolo di
Adriano Ianiro

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