By Ylenia Rossi
20/07/2026

Passi intrepidi: Ylenia lungo le tracce dell’Intrepido Larth

Una nuova camminatrice, Ylenia, parte per il Cammino dell’Intrepido Larth insieme ai suoi amici, dopo mesi in cui gli imprevisti sembravano voler rimandare la partenza a tutti i costi. Tra salite affrontate sotto il sole, campi di papaveri, incontri lungo il percorso e battute utilizzate per alleggerire la fatica, questo diario segue giorno dopo giorno il cammino di Ylenia e dei suoi compagni. Pronti a mettervi in cammino con lei?

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Introduzione

Era l’11 febbraio quando io e altri tre amici ci siamo seduti attorno ad un tavolo per organizzare quello che sarebbe stato il cammino del fatidico ponte del 2 giugno. Tra le varie opzioni abbiamo scelto il Cammino dell’Intrepido Larth e nessun altro cammino si rilevò poi più azzeccato.

L’idea iniziale era di partire in quattro assieme ad una piccola cagnolina. Spoiler: non è andata così. Perchè a volte la sfiga ci vede benissimo, ed infatti durante i mesi prima della partenza Carlo, uno dei compagni, ha dovuto subire un’operazione al ginocchio e rinunciare a malincuore a partire. Sembra una barzelletta (anche se da ridere c’è ben poco) ma nel frattempo anche Lorenzo, un altro componente della ciurma, si è infortunato.

La rottura del crociato assieme alla lesione del menisco l’hanno inizialmente scoraggiato, ma più intrepido che mai (dopo il nulla osta dell’ortopedico), ha scelto di partire.

Arriva il giorno della partenza: rientro rapido dal turno di lavoro, una doccia veloce, zaini pronti in macchina e ci siamo, si parte verso quell’interminabile viaggio della speranza Casalmaggiore (CR) – Orvieto. A bordo i superstiti: io (Ylenia), Lorenzo, Silvia e… Martina che ha deciso di venire con noi spostandosi però in auto senza fare il cammino. Raggiungiamo la struttura appena fuori Orvieto verso le 23:00 e ci fiondiamo subito a letto distrutti.

Foto pre-partenza

Tappa 01: da Orvieto a Bolsena

Dopo esserci ricaricati, l’indomani ci dirigiamo verso il centro, per la classica foto di rito davanti al meraviglioso duomo di Orvieto. Salutiamo Martina, che avremmo incontrato a fine tappa (come nei giorni a venire), e partiamo.

La prima tappa è la più lunga e, a mio parere, anche la più faticosa tra le tre. Si alternano salite e discese più o meno ripide, boschetti freschi e strade sterrate poco ombreggiate con temperature non altrettanto fresche. Passiamo il piccolo paesino di Sugano, una chicca dove il tempo sembra essersi fermato e continuiamo verso il castello di San Quirico. Tra una chiacchiera e l’altra e sali scendi “irrilevanti” non ci siamo resi conto di aver varcato il confine regionale. Ce ne accorgiamo solo quando all’orizzonte vediamo la nostra oasi nel deserto: il lago di Bolsena. Gironzoliamo per i vicoli del quartiere castello e poi scendiamo verso la piazzetta in cerca di un posticino per mangiare qualcosa di veloce. Bolsena nella sua semplicità ci ha sorpresi e accolti con genuinità. Poco dopo incontriamo Maria Cristina, la nostra adorabile e sorridente host, e poi ci concediamo il meritato riposo.

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Tappa 02: da Bolsena a Bagnoregio

Il secondo giorno parte con i primi km che coincidono con un tratto di Via Francigena e con il lago alla nostra destra, che salutiamo. In poco si raggiunge un bosco fitto, quasi incantato, dove le foglie si muovono leggere e lasciano passare i fasci di luce del mattino. Poi il paesaggio si apre e sembra ancora di più una favola. Distese infinite di campi pieni di papaveri rossi che ascoltano tutte le scemenze che ci passano per la testa. Chissà quante altre storie di camminatori hanno sentito e si tengono per sè.

Prati fioriti sulla strada verso Bagnoregio

Arriviamo ad un punto di ristoro, il Caseificio Amaltea, dopo ci rifocilliamo, timbriamo la credenziale e ripartiamo poco dopo. Il caldo sofferto dopo questa pausa me lo ricorderò per un bel po’… neanche un filo d’ombra fino all’arrivo, ma per fortuna ci accorgiamo che ormai mancavano solo 2 km a destinazione.

Giunti a Bagnoregio, rapida sosta al supermercato a procacciarci i viveri e poi, dopo aver pranzato, ci incamminiamo verso Civita. Conosciamo Lilli, la tenera proprietaria di un negozietto con la quale scambiamo quattro chiacchiere. Ci dà anche qualche consiglio, tra cui quello di percorrere il cammino in senso contrario poiché a suo parere molto panoramico.

Proseguiamo dritti sulla via principale e poi eccola lì. Vederla dalle foto su internet è un conto, ma trovartela lì davanti è un’altra cosa. Civita lascia senza parole anche i più logorroici, sembra un dipinto di un pittore surrealista, ma è così reale da ricordarti che lo stai vivendo davvero. Saliamo e ci perdiamo nei vicoli dei borgo, ed io personalmente avevo le pupille a forma cuore… perché chi mi conosce bene lo sa, ovunque ci siano dei ciottoli, io sono felice.

Tra le vie di Civita

Tappa 03: da Bagnoregio a Orvieto

A detta di qualcuno, doveva essere la tappa meno panoramica e bella, e invece, secondo spoiler: si sbagliavano.

Sveglia alle 6 e partenza poco dopo per raggiungere Orvieto il prima possibile, siccome poi avremmo dovuto affrontare il viaggio di ritorno verso casa.

Ultimo saluto al borgo mentre quasi tutti ancora dormivano, uno sguardo a Civita priva di turisti e iniziamo a scendere lungo il sentiero che si addentra entro la vegetazione al di sotto del ponte, seguito da una ripida salita che ci conduce a Lubriano. Un bel modo per iniziare la giornata.

Dopo Lubriano i paesaggi assomigliano sempre di più a degli sfondi windows, con cieli azzurri-azzurri e zucchero filato al posto delle nuvole. Campi di grano, colline e trattori in azione, la vita andava a passo lento con noi, e nel mentre penso a quanto è bello vivere il lusso dello semplicità.

Passando tra vigne, colline e cavalli, Orvieto inizia a intravedersi in lontananza, e con un po’ di dolori ai piedi, si prosegue fino all’ultima salita, quella che ci porta al parcheggio del primo giorno. Questione di centinaia di metri e poi eccoci… allo scoccare del mezzogiorno entriamo in piazza del Duomo, accaldati e felici come non mai. Ritiro del testimonium e foto ricordo di quel cammino che sì, ci ha reso sicuramente un po’ più intrepidi.

È stato bello percorrere questi km con voi, conoscervi più a fondo, come solo un cammino è in grado di farti scoprire e seguire le orme di Larth a suon di “Preferiresti…?” per passare il tempo. Non poteva mancare il quesito finale diretto ai miei compagni: Preferireste passare la vita intera con Katya che pulisce i pantaloni dal limoncello mentre Anna fa la telecronaca dei fatti o percorre il cammino in birkenstock partendo a mezzogiorno con entrambi i crociati rotti e senza acqua a disposizione?

La risposta me la dite al prossimo cammino, grazie amici!

Foto di rito con testimonium e sorrisoni

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Articolo di
Ylenia Rossi

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