Per Francesco tutto era chiaro: doveva essere un cammino in solitaria, già organizzato nei dettagli. Poi è arrivato il messaggio di Simone: “Vin sa me!”, vieni con me. E così, nel giro di poco, tutto cambia e ha inizio un’avventura lungo il Cammino dei Briganti. Dal Lago della Duchessa alle pendici innevate del Monte Velino, fino al ritorno a Sante Marie,questo nuovo diario ci racconta cinque giorni intensi, vissuti con passo leggero tra amici, tanta ironia e quella voglia di staccare davvero che solo un cammino sa regalare.
Introduzione
A distanza di quasi un anno e mezzo si torna a percorrere un cammino. La voglia di intraprenderne uno, in questi mesi, c’è sempre stata, ma tra impegni lavorativi e familiari non sono mai riuscito a organizzarmi.
Inizialmente avevo scelto il Cammino dei Tre Laghi in solitaria. Avevo già comprato tutto: guida, credenziale, organizzato le tappe e contattato i primi alloggi… ma poi il mio amico Simone mi scrive dicendomi che vuole fare il Cammino dei Briganti. I giorni coincidevano con i miei e mi dice: «Dai, vin sa me!» (in dialetto romagnolo: vieni con me). I cammini in solitaria sono belli, ma in due le risate sono assicurate e quindi via… cambio destinazione. Il Cammino dei Tre Laghi non scappa e probabilmente sarà il prossimo.
Arriva il giorno della partenza: preparazione dello zaino last-second (neanche last minute) alle 7:30 della mattina. Al suo interno il minimo indispensabile per renderlo il più leggero possibile… a parte la zavorra del kit caffè (moka, bomboletta gas e fornello), che ormai è diventato un must per me quando vado a camminare. Nello zaino, quindi, oltre al kit caffè, ci ho messo un pantalone lungo da trekking che diventa corto, due maglie traspiranti, ricambio intimo, un cambio da usare in rifugio al pomeriggio e per dormire, e un paio di ciabatte.
E tu, sai cosa mettere nello zaino per il tuo primo cammino? Abbiamo scritto una guida qui.
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Tappa 01: da Sante Marie a Nesce
19 km, +800 m
Partenza da Rimini alle 9:15, arrivo a Sante Marie alle 12:45. Ritiriamo la credenziale e facciamo la foto di rito sotto il logo del cammino. Nel frattempo arriva un gruppo di nostri amici che finivano in quel momento lo stesso cammino: grandi saluti e via, alle 14 si parte. Dopo una piccola discesa parte la salita e, dopo circa 5 km, troviamo il primo paesino: Santo Stefano. È molto caldo, vediamo una fontana e buttiamo direttamente la testa sotto l’acqua fredda: che goduria! Proseguiamo il percorso lungo una strada forestale per altri 5/6 km, in pianura e leggera discesa, fino all’imboccatura di un sentiero che sale e ci porta al secondo paesino, Valdeivarri, quasi disabitato. Abbiamo però la fortuna di beccare il momento in cui passa un furgone che ritira il ferro vecchio: siamo tornati indietro di 20 anni, a quando succedeva anche da noi, con i camioncini che giravano con il megafono. La strada fino a Nesce è tutta in salita. Nessuna pausa, perché dobbiamo arrivare entro le 19 per la cena… una gran tirata. Alla fine, alle 18:45, arriviamo a destinazione. Questa notte la passiamo a Nesce, paese di 30 abitanti, di cui 14 visti e conosciuti. Alloggio per questa tappa al B&B Di Felice: voto 5, ma altre soluzioni non c’erano.
Tappa 02: da Nesce a Cartore
18 km, +520 m
La tappa di oggi è tranquilla, di transizione. Per questa tappa abbiamo deciso di percorrere il vecchio percorso: non passare da Corvaro ma, una volta raggiunto Spedino, dirigerci direttamente a Cartore, perché il Lago della Duchessa lo faremo nella tappa successiva. Partenza con calma alle 9:30. Appena usciti dal paese entriamo in un grosso campo con un bellissimo tappeto verde, poi raggiungiamo Villerose, dove ci attende Flaviano: ci racconta un po’ di storie e vuole farci visitare la sua casa. Lasciato il piccolo borghetto si entra in un sentiero e iniziamo a vedere il maestoso Monte Velino, che ci accompagnerà sempre per le prossime due tappe. Arrivati a Spedino, finalmente troviamo un bar aperto e una piccola pausa ristoro in piazza non ce la toglie nessuno! Qui conosciamo altri briganti in cammino (sì, perché in questo cammino non si chiamano pellegrini, viandanti o altro… ma briganti), tra cui Franco, con cui condivideremo la seconda parte della tappa di oggi e parte delle successive. Da Spedino a Cartore è una passeggiata di salute, in lieve salita su strada sterrata. Arriviamo a destinazione alle 15 ed è la nostra rovina, visto che ci aspetta un intero pomeriggio a fiumi di birra artigianale, molto buona. Questa notte alloggiamo al Casale di Cartore: un posto magnifico in mezzo al verde, con una cucina meravigliosa. Voto 10.
Tappa 03: da Cartore a Massa d’Albe
28.5 km, +1520 m
La tappa più bella! In questo cammino volevamo qualcosa di diverso e la variante l’abbiamo creata noi. L’idea iniziale era di arrivare a Massa d’Albe, ma non passando dal percorso tradizionale: volevamo passare dal Lago della Duchessa e fare un percorso tutto all’interno del Parco Naturale del Monte Velino. Un tracciato di 20 km con 1.800 m di dislivello, passando dal Lago della Duchessa, Monte il Bicchero, Monte Cafornia e poi arrivo a Massa d’Albe. La troppa neve, però, ci ha scombussolato un po’ i piani e, arrivati in cima, per sicurezza abbiamo modificato il percorso. La montagna è bella, ma fino a quando la si affronta in sicurezza.
Dopo una gustosa colazione, siamo partiti verso le 8:30 in direzione Lago della Duchessa, passando dal Vallone di Fua, una gola bellissima dove in alcuni punti bisogna utilizzare anche le mani. In 1 h e 40 min eravamo già al lago (che bello, ma che fatica… abbiamo percorso 4,8 km e 1.100 m di dislivello). Dopo una meritatissima pausa con caffè, ripartiamo. Passiamo dal Malopasso: il bivio che interessava a noi era Capo Teve. Era lì che potevamo capire se il tracciato che avevamo studiato era fattibile o no, ma più si saliva e più la neve aumentava… A un certo punto, la sorpresa: nella neve vediamo un’impronta grande e strana. La riguardiamo meglio: è l’impronta dell’orso marsicano, insieme ad altre impronte più piccole degli orsetti! Meraviglioso! Il paesaggio è stupendo: mai ci saremmo aspettati di vedere quelle montagne così piene di neve a fine aprile. Arrivati a Capo Teve, constatiamo che nel nostro percorso c’era veramente troppa neve e comunque non vedevamo al di là del Monte Bicchero com’era la situazione. Senza corde e abbigliamento adeguato, decidiamo di non proseguire e di scendere dalla Val di Teve. In pratica, alla fine della discesa eravamo al punto di partenza della tappa, a pochissimi km da Cartore, e abbiamo ripreso il percorso tradizionale del cammino. Da questo punto in poi tappa abbastanza tranquilla, con la meraviglia del Monte Velino che ci ha sempre accompagnato fino all’arrivo a Massa d’Albe. La notte l’abbiamo passata all’alloggio Casa di Nonna, un appartamento adibito a B&B molto pulito e curato. Cena, invece, nell’unico punto ristoro della città: un bar/chiosco… rimandato. Voto alloggio 7, voto al bar 5.
Tappa 04: da Massa d’Albe a Scurcola Marsicana
25 km, +450 m
La mattina seguente, dopo una buona colazione con dolci fatti in casa, partiamo per la quarta tappa. Dopo tre giorni di sentieri e borghi disabitati, oggi si torna alla civiltà.
Dopo 4 km arriviamo al primo punto tappa: l’antica colonia romana di Alba Fucens, del 303 a.C. Sono ancora conservati un anfiteatro, bellissimo, e altri scavi dell’epoca romana.
Lasciata alle nostre spalle l’antica colonia, arriviamo a Magliano de’ Marsi e poi subito dopo a Scurcola Marsicana. Qui ci fermiamo in un bar per una pausa birra… la sete si fa sentire.
In ogni viaggio ci deve essere sempre una gaffe, e qui arriva. Dopo la birra ci mettiamo in cammino per altri 5 km e arriviamo al B&B Casale Le Crete. Il proprietario ci vede arrivare e ci chiede se abbiamo bisogno. E noi: «Sì, abbiamo una camera prenotata». La sua risposta è stata: «No, mi dispiace, ma io sono chiuso. Non ho camere in prenotazione oggi!». Ahahahaha. Io e Simone ci guardiamo e Simo mi fa: «Allora io dove ho prenotato?». «Ah, boh, hai chiamato tu!». Allora chiamiamo il numero salvato sul cellulare come Casale Le Crete… la conversazione è stata bellissima:
S: «Ciao, dovrei avere una prenotazione, ma dove abbiamo prenotato?». «Ciao, sì, hai prenotato al B&B Le Piagge». Bene, l’alloggio lo abbiamo… peccato che era 4 km prima, quindi abbiamo fatto 4 km in più e ci tocca tornare indietro… e domani rifarli di nuovo. Stupendo, il cammino è anche questo!
Arriviamo al B&B Le Piagge… ah, però, che bello: curatissimo, camere belle e poi, per non parlare della cena, meravigliosa. Tutti ingredienti a km 0: dalla farina al grano antico della pasta, alle verdure (ah, finalmente le verdure… dopo tre giorni in cui non abbiamo visto una foglia di insalata). Idem per la colazione: tutto di loro produzione, dai dolci alle marmellate, miele ecc. Stupendo. Stra-consigliato vivamente. Voto 10.
Tappa 05: da Scurcola Marsicana a Sante Marie
24.5 km, +850 m
Quinta e ultima tappa. Per non percorrere i 4 km che abbiamo fatto ieri per errore, decidiamo di cambiare percorso e passare da due piccoli borghi, Sorbo e Poggio San Filippo, per poi riprendere la traccia tradizionale e arrivare a San Donato. Il sentiero che porta ai resti del castello di San Donato è molto panoramico e caratteristico. Arriva l’ora di pranzo e, per la prima volta in questo cammino, ci concediamo una vera sosta. Ci allontaniamo dal percorso di 1 km e ci fermiamo a pranzo all’agriturismo Il Casale della Biodiversità: era l’unica soluzione possibile, ma ha vinto. Piatti buonissimi e locale molto curato. Finito il pranzo e il litro di vino, riprendiamo il cammino: ci mancano ancora 7 km all’arrivo. L’ultimo km in salita l’abbiamo fatto ridendo, perché gambe, ginocchia e caviglie iniziavano a chiedere pietà. Arrivati in piazza, foto di rito sotto il logo del cammino con l’attestato di chiusura e bevuta di saluto insieme all’altro brigante, Franco, conosciuto in cammino.
Che dire: questo è il mio terzo cammino. I primi due, di due anni fa, sono stati belli, ma in un periodo della mia vita non facile. Già il giorno successivo al rientro, le ferie erano solo un lontano ricordo. Questo, invece, è stato veramente una goduria dal primo all’ultimo giorno: mi ha fatto sconnettere da tutto e mi ha rigenerato. Ancora adesso, a distanza di due settimane dal rientro, sento i suoi benefici.
Nella mia mente sono già pronti i due papabili prossimi cammini… vediamo quando riuscirò a pianificarli.
Ci si vede per sentieri!





















