Diari
By Ilenia Faleri
08/06/2026

Il primo cammino di Ilenia: la Via degli Dei in tenda, non una semplice passeggiata.

Un passo alla volta, senza fretta.

Una nuova camminatrice, Ilenia, 25 anni, ha scelto la Via degli Dei per vivere il suo primo cammino. Non una prova qualunque, ma un viaggio attraverso l’Appennino tosco-emiliano, con lo zaino in spalla e la tenda come compagna di strada. In questo diario racconta cinque giorni intensi, fatti di salite impegnative, piedi che chiedono pietà, panorami capaci di ripagare ogni fatica e incontri che trasformano il cammino in qualcosa di molto più grande di una semplice esperienza personale. Partita insieme ad Alessio, Ilenia si è ritrovata passo dopo passo dentro una piccola comunità di camminatori, fatta di incoraggiamenti, pause condivise e volti che restano impressi. Dalla salita al Santuario di San Luca fino all’arrivo in Piazza della Signoria, il suo racconto è il diario di chi ha scoperto, forse per la prima volta, cosa significa davvero raggiungere una meta un passo alla volta.

Introduzione

Ciao! Sono Ilenia, ho 25 anni e qualche giorno fa ho fatto il mio primo cammino! Ho deciso di  mettermi alla prova davvero, scegliendo come prima esperienza la Via degli Dei, in tenda! Una sfida che nasce dalla voglia di uscire dalla comfort zone, di provare qualcosa di nuovo e soprattutto dal desiderio di unire due grandi passioni, il trekking e i viaggi. È stata un’esperienza intensa, molto faticosa, ma incredibile.

La Via Degli Dei è un vero e proprio trekking, che collega Bologna a Firenze, attraversando l’Appennino tosco-emiliano. Il cammino è lungo circa 130 km, si percorre in 5 o 6 tappe e attraversa boschi, punti panoramici, antiche strade romane, come la Flaminia Militare.

Insomma, un percorso che ti mette alla prova e che allo stesso tempo ti regala paesaggi e incontri difficili da dimenticare Ho intrapreso questo cammino insieme ad Alessio, mio compagno di avventure, ma lungo la strada siamo diventati molti di più!

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E se vuoi essere sicuro di non perderti durante il tuo percorso, ricorda di scaricare l’app di Cammini d’Italia prima di partire! Con essa avrai a disposizione tutte le tracce gpx di molti cammini italiani e potrai navigare facilmente, anche offline. Scopri di più a questo link!

Tappa 01: da Bologna a Badolo

24 km, +905m / -532m

Una volta arrivati alla stazione di Bologna Centrale, ci siamo incamminati in direzione Piazza Maggiore, vero e proprio punto di inizio del cammino! Dopo una breve sosta per fare colazione e ritirare il pranzo a sacco, iniziamo ufficialmente il percorso. La prima tappa prevede un dislivello totale non indifferente e tante ore di cammino.

Si parte subito forte! Prima tappa della giornata, il Santuario di San Luca, con i suoi 666 archi e una scalinata infinita, capisci immediatamente che non sarà una passeggiata… ma è proprio questo il bello.

Basilica di San Luca

Il fiato corto, le gambe che iniziano a scaldarsi, una volta in cima, però, la fatica viene ripagata: il percorso prosegue su un sentiero panoramico spettacolare, tra natura e silenzi, costeggiando Casalecchio di Reno e Sasso Marconi.

La vista di San Luca lungo il sentiero

Qui ci fermiamo per un’oretta verso l’ora di pranzo (consiglio fortemente di portarsi un panino perché non ci saranno punti di ristoro!)

Sapevi che il portico di San Luca è il più lungo del mondo? Abbiamo scritto un articolo qui!

Dopo una bella ricarica, proseguiamo il cammino e passo dopo passo, tra salite e discese, si arriva a finalmente a Badolo, dove ci aspetta un meritato riposo!

Verso Badolo

Qui abbiamo avuto il piacere di conoscere delle persone meravigliose, come Andrea, Claudia, Alessia, Maura, Laura, Gabriella, Lorenzo e tanti altri (che abbraccio forte!!) e con cui abbiamo avuto il piacere di condividere questo cammino.

Tappa 02: da Badolo a Madonna dei Fornelli

29 km, +1460 m / -1038 m

La seconda giornata della Via Degli Dei è stata, a mio avviso, la giornata più tosta. Partiamo alle 7:00 del mattino, pronti per affrontare quasi 30 km e tanto tanto dislivello. Da Badolo si parte subito con una delle salite più iconiche: Monte Adone. Ripida, impegnativa, senza troppi giri di parole… ti mette alla prova fin dai primi passi. Ma una volta in cima, il panorama ti ricorda perché ne vale sempre la pena.

Croce al termine della salita verso il Monte Adone

La giornata continua tra continui saliscendi, boschi e sentieri che sembrano non finire mai. L’obbiettivo è quello di arrivare per ora di pranzo a Monzuno, piccolo paesino a metà strada tra Badolo e Madonna dei Fornelli. L’arrivo a Monzuno è stata direi un’esperienza traumatica, un po’ per il caldo, un po’ per gli ultimi km in salita su asfalto, un po’ perché camminavamo a diritto da circa 6 ore.

Direzione Monzuno

Ma tra respiri profondi e snack energetici, arriviamo finalmente a Monzuno. Qui ci fermiamo per pranzo, dove troviamo bar, alimentari e piccole aree di sosta dove fermarsi e assolutamente TOGLIERSI LE SCARPE!

Finalmente Monzuno!

Dopo un’oretta di pausa, riprendiamo il cammino insieme ai nostri compagni di viaggio e si punta dritti verso la meta: Madonna dei Fornelli. Una tappa guadagnata con sudore, determinazione e tanta testa. Arriviamo lì intorno alle 17:00, piccola pausa al bar del paese per una merenda e poi veloci a montare la tenda!

Le prime due giornate sono state sicuramente le più toste, per questo consiglio di armarsi di snack come frutta secca, gel, barrette, che ti aiuteranno nei momenti critici!

Tappa 03: da Madonna dei Fornelli a Passo della Futa

16 km, +680 m / -750 m

Dopo una colazione rapida, partiamo per il nostro terzo giorno, consapevoli che rispetto ai primi due, il terzo giorno sarebbe stato più breve.. ma non meno stancante!

Verso La Futa

Sì perché, è vero, i km da fare da Madonna dei Fornelli fino al Passo della Futa sono decisamente meno, ma la stanchezza accumulata, le gambe indolenzite e lo zaino sulle spalle rendono sempre tutto più faticoso. 

Arriviamo però con gioia al camping del Passo della Futa per ora di pranzo e ne approfittiamo per sistemarci e pranzare! Quindi zaino a terra, scarpe tolte e ci godiamo l’intero pomeriggio di relax.

Ti sta piacendo il racconto di Ilenia?! Se non hai idea di come puoi iniziare, ma ti piacerebbe partire scopri la nostra Guida al Primo Cammino.

A proposito, consiglio sempre di partire presto al mattino, anche se il cammino sarà più breve quella giornata; arrivare prima ti permette di sistemarti prima (in tenda devi sempre considerare i tempi per montare e smontare), sfruttare le ore più fresche al mattino e soprattutto rilassarti e recuperare nel pomeriggio.

Tappa 04: da Passo della Futa a San Piero a Sieve

23 km, +640 m / -1200 m

Dal Passo della Futa si riparte con il solito sali e scendi, ma con una differenza: il dislivello questa volta gioca a favore. La maggior parte del percorso è in discesa, ma attenzione! Ciò che sembra più leggero e semplice, in realtà non lo è. Sì, perché con tutta la stanchezza e i dolori accumulati, anche le lunghe discese diventano toste (e le nostre ginocchia avrebbero da dire qualcosa!)

In cammino

Ormai abbiamo superato i confine e siamo ufficialmente in Toscana, tra boschi e panorami che continuano a sorprendere.

Verso San Piero a Sieve

L’arrivo a San Piero a Sieve è una piccola conquista: il traguardo si avvicina sempre di più! Qui troverete alimentari, bar, osterie ed un po’ più di “civiltà”! E noi ne approfittiamo per comprare un po’ di pasta per la cena, snack e panini per il giorno dopo.

Tappa 05: da San Piero a Sieve a Firenze

36 km, +1000 m / – 1200 m

Ultimo giorno, sai di essere praticamente alla fine ma.. mamma mia se è stato tosto. Molti dividono la tratta San Piero a Sieve – Firenze in due giorni, facendo quindi il cammino in 6 tappe totali. Noi invece abbiamo optato per unire le ultime due e finire il cammino al nostro quinto giorno. È stata la tappa più lunga, ben 36 km totali e con tutta la stanchezza, anche una delle più toste.

Da San Piero a Sieve si parte sapendo che sarà una giornata infinita. I chilometri sembrano non scendere mai, le discese non arrivano quando servono e la stanchezza ormai è ovunque: nelle gambe, nelle spalle, nei piedi distrutti.

Al mattino ti aspetta la salita al Monte Senario, un sentiero lungo, duro, di quelli che ti fanno stringere i denti e andare avanti un passo alla volta.

Una volta arrivati in cima (finalmente!), ormai all’ora di pranzo, ci fermiamo come tanti altri camminatori per mangiare un panino e riposarci. Ma la nostra pausa è durata ben poco (circa 30-40 min), perché la strada da fare era ancora tanta.

Verso Fiesole

Dopo pranzo riprendiamo il cammino, tra tratti nel bosco e silenzi pieni di fatica, si continua a camminare con un solo obiettivo in testa: arrivare. Dopo ore e ore di cammino, raggiungiamo finalmente Fiesole! Fiesole ti dà quel briciolo di speranza, quella forza che ti serve alla fine e che ti fa pensare “ok, ci sono, l’ultimo sforzo”.

Cartello di Fiesole – pochi km all’arrivo!

Infatti, con Firenze e la cupola davanti agli occhi ti fai forza e trovi l’energia per gli ultimi passi!

Che dire, dopo infiniti chilometri, quasi +5000 m di dislivello totale, 5 lunghi giorni, arriviamo finalmente alla meta. Finalmente, Firenze. Raggiungiamo Piazza della Signoria, vera e propria tappa finale del cammino, dove incontriamo nuovamente anche gli altri nostri compagni.

Foto finale di gruppo in Piazza della Signoria.

L’arrivo a Firenze non è solo il termine del percorso, è la prova che ce l’hai fatta davvero. Stanca, sì, ma con tantissima soddisfazione dentro!

Conclusioni

La Via degli Dei è stata molto più di un semplice cammino. È stata fatica vera, una sfida continua, fatta di salite infinite, chilometri che sembravano non finire mai e momenti in cui serviva solo forza di volontà per andare avanti. È stata sicuramente un’esperienza che ricorderò a vita, per tutte le persone incontrate sulla via, per aver iniziato il cammino in due e averlo finito in molti di più, per tutti i “forza ragazzi” quando più ne avevi bisogno, per i paesaggi, sempre diversi e sempre capaci di stupire e soprattutto per tutte le emozioni che ho provato.

E come ci dice il cammino stesso, “un passo alla volta, senza fretta”, tanto, prima o poi, il traguardo, lo raggiungi sempre! A chi sta leggendo e a chi dovesse intraprendere questa esperienza, BUON CAMMINO! 

Articolo di
Ilenia Faleri

sports dietitian | @dietista.ileniafaleri
backpacking | viaggio e assaporo storie ✈️
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