Martina torna in cammino. Dopo la Via degli Dei, questa volta sceglie la Via dei Monti: tre giorni da Levanto a Pontremoli, con la tenda nello zaino, tante salite, borghi quasi vuoti e incontri che arrivano quando meno te lo aspetti. Da poco diventata Guida Ambientale Escursionistica, parte per conoscere meglio una via antica e poco battuta, che un giorno vorrebbe raccontare anche ad altri camminatori. Il risultato è un diario sincero, fatto di caldo, fatica, focaccia ligure, accoglienze semplici e compagni trovati lungo strada. Un racconto per chi ama i cammini brevi ma intensi, quelli dove si suda parecchio, si ride quanto basta e si torna a casa con qualche storia in più da raccontare.
Introduzione
Ciao, sono Marty, ho 25 anni e vengo da un paesino nella bassa cremonese, e questo è il racconto della mia Via dei Monti, un bellissimo cammino che collega Levanto a Pontremoli.
Finalmento posso dirlo, sono una guida ambientale escursionistica (GAE)! Ho scelto questo cammino perché un giorno vorrei accompagnare un gruppo di questi territori poco conosciuti e completamente immersi nella natura. Un cammino di 3 giorni, perfetto per un weekend lungo, nel mio caso ho sfruttato il ponte del 2 Giugno. Questa è una via antica, nata nel Trecento per volere della Repubblica di Genova per portare le merci dal mare verso l’entroterra. È stata poi riscoperta grazie agli studi dell’archeologo Tiziano Mannoni. La via è percorribile in entrambe le direzioni, anche se quella ufficiale è proprio da Levanto (Liguria) a Pontremoli (Toscana).
Io ho lasciato la macchina a Pontremoli e ho raggiunto Levanto in treno (un’ora e mezza con cambio a La Spezia). Consiglio di fare così: avere l’auto alla fine del cammino è mooolto comodo.
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Tappa 01: da Levanto a Brugnato
Ore 9:00: prendo il mio zaino da 13 kg, inseparabile compagno di viaggio, e passo dall’ufficio turistico nella piazza di Levanto per la credenziale, il primo timbro, la cartina e qualche info.

La prima mezz’ora serve per uscire dal paese. Poi, dietro una casa apparentemente innocua, inizia la salita vera: 4 km in costante pendenza fino a Monte Piano (590 m).
La vegetazione non è fitta abbastanza da mitigare il caldo, quindi è normale procedere a passo lento per affrontare la salita che nel punto di massima pendenza arriva al 43%. Acqua e cappellino sono obbligatori. La parte più impegnativa della salita termina all’incrocio con la strada.

Qui incontro quelli che da domani saranno i miei compagni di cammino, Lip e Pelo, ci salutiamo, mi regalano una pesca ma io decido di procedere subito la salita… volevo terminarla il prima possibile!
Il punto più alto della giornata è Colle della Madonna, ci arrivo dopo un’altra oretta di cammino a una pendenza più sostenibile rispetto a quella del primo tratto. Ora inizia la discesa che lenta mi porterà alla fine di questa prima ed impegnativa tappa. Sono le 14:00 quando mi fermo nel borgo di Cassana per la pausa pranzo (focaccia ligure d’obbligo) e faccio il refil di acqua alla prima fontana disponibile nella tappa di oggi.
Qui incontro una seconda coppia di camminatori dalla provincia di Milano, qualche chiacchiera e poi riparto.
Un piccolo errore a un bivio mi fa finire sul percorso delle mountain bike, così sono costretta a camminare sull’asfalto fino a Borghetto di Vara. Non proprio l’ideale con quel caldo!
La stanchezza si fa sentire e la voglia di raggiungere la meta(Brugnato) supera quella di fare una tappa al fiume Vara dove vedo alcuni ragazzi fare il bagno nel fiume e prendere il sole sulla spiaggetta di sassi.
Peccato, dal divano di casa scrivendo questo racconto un po’ mi pento di non aver fatto quella pausa.. ma dal divano di casa si sa che è tutto più facile 🙂
Arrivo a Brugnato stanca morta. Chicca, la mia host al Vecchio Noce, mi accoglie benissimo: posto tenda in un giardino stupendo e addirittura un bagno privato. Doccia, crema di funghi nella gavetta e crollo nel sacco a pelo.

Tappa 02: da Brugnato a Castoglio
Colazione con focaccia calda appena sfornata e via. Anche oggi, appena fuori dal paese, inizia una salita ripida. La vegetazione invade il sentiero e devo farmi spazio con le mani tra le felci. Unico sottofondo: il rumore delle lucertole che scappano al mio passaggio.

Se sulla Via degli Dei le orme di un cane mi avevano fatto pensare a un lupo, qui ogni fruscio mi faceva pensare a un serpente. Confermo ancora una volta: l’immaginazione a volte è proprio una stronza.
La tappa di oggi prevede ancora più dislivello della precedente (900 m), ma con una pendenza minore, il che la rende meno stancante.
A Serò faccio la prima pausa per riprendere fiato e riempire l’acqua alla fontana nel borgo. Ormai avevo capito che eravamo in pochi su quella via e un po’ di dispiaceva non avere la possibilità di condividere il cammino. Proprio qui a Serò incontro di nuovo la coppia di ragazzi del primo giorno, Lip e Pelo, e con un po’ di imbarazzo gli chiedo se posso unirmi a loro per la tappa. Loro mi accolgono con un sorriso e da qui inizia il nostro cammino insieme.
A Pieve di Zignago facciamo un’altra piccola pausa approfittando di uno dei pochi market sulla via (fanno anche il timbro sulla credenziale!).
Continuiamo la salita tra chiacchiere sul lavoro e sulla vita… mi era mancata questa dimensione di condivisione nel primo giorno e mezzo passato a camminare in solitaria.
Circa a metà giornata iniziamo a incontrare i primi pellegrini provenienti dal lato opposto, da subito capiamo che nonostante non sia il verso di percorrenza ufficiale è quello più scelto dai pellegrini (salite meno ripide e l’arrivo al mare penso siano i punti a favore della percorrenza Pontremoli-Levanto).
Il tratto più bello di tutto il cammino è quello intorno al Monte Castellaro mentre ci si trova sul monte Dragone.

Una vista aperta sul paesaggio circostante che mette un enorme senso di pace e a momenti alterni ci regala un po’ di aria fresca durante una giornata tutt’altro che fresca. Continuiamo sulla traccia ed arriviamo al punto d’incontro con Alta via dei Monti Liguri, Foce Colle Fiorito , sul crinale che divide la Val di Magra lunigianese dalla ligure Val di Vara.

Colle Fiorito spesso viene indicato come fine di questa tappa, ma in realtà si tratta di un punto chiave del percorso, ma non presenta alcuna possibilità di fermarsi (struttura ricettiva, campeggio o agriturismo). Ancora 8 km per giungere al fine tappa ufficiale di questa lunga e calda giornata = Castoglio.
Quando le forze stavano per finire, incontriamo Aldo: un signore che realizza sculture di animali in metallo. Ci ferma, ci offre un bicchiere di vino nella sua cantina e ci racconta la sua vita. Un incontro di quelli che solo sul cammino capitano. Ci saluta poi con un ironico: «Adesso andatevene, avete rotto i coglioni!»

Tra le risate arriviamo a Castoglio. Io monto la tenda in giardino, e i ragazzi vanno in struttura. Dopo cena li raggiungo per il dolce, una partita a carte e una briscola con i proprietari e altri signori del posto. Bellissima atmosfera: età diverse, motivi diversi e storie diverse ma tutti nello stessa “Vecchia Scuola” a condividere momenti.
Tappa 03: da Castoglio a Pontremoli
L’ultima mattina inizia con il profumo di pane fatto in casa, burro e marmellata di fichi. Tutti i prodotti qui sono fatti in casa o presi dalle aziende del territorio. Scopriamo che in tutto siamo solo 9 a fare Levanto → Pontremoli, mentre più di 50 persone stanno andando nel senso opposto. Tappa breve e abbastanza semplice (17 km): si sale fino a Pradalinara (1000 m) e poi tutta discesa. Sul punto più alto incontriamo Francesca e Edoardo. Il nostro quintetto è completo e arriviamo insieme a Pontremoli.
Oggi il cielo è coperto e nel tratto finale arriva un po’ di pioggia, una coccola dopo due giorni di sole
intenso e cocente.
Arriviamo a Pontremoli verso le 15:00, passiamo dal Duomo, punto finale del cammino e ci dirigiamo
al punto di accoglienza dei pellegrini all’Ospitale San Lorenzo dove mettiamo il timbro finale sulla nostra credenziale.

Qui passa anche la Via Francigena, infatti incontriamo due pellegrini che la stanno percorrendo, le prime persone con uno zaino più ingombrante del mio! Missione compiuta! Abbiamo finito il cammino.

Conclusione
La Via dei Monti è un cammino impegnativo ed intenso, adatto a chi è abituato a fare trekking con dislivelli elevati ( 3 tappe | 2392 m di dislivello | 57, 3 Km (se non sbagli strada)). Un cammino che percorso da Levanto a Pontremoli permette nella prima tappa di lasciarsi alle spalle il mare, che scompare sempre più lontano tra i monti, e immergersi in valli verdi punteggiate di piccoli borghi. Un cammino che consiglierei in primavera e autunno, l’estate potrebbe risultare difficile la progressione sotto al sole a causa dei molti punti aperti o senza una copertura fitta.
Leggo sul sito che è possibile percorrerlo anche in 4 o 5 tappe! Non è un cammino molto frequentato (soprattutto nel senso Levanto-Pontremoli), ma proprio per questo l’accoglienza è ancora molto genuina. Tante volte ci siamo sentiti dire “se avete bisogno chiamate”, e si capiva che era sincero. Le strutture non sono abbondanti, quindi l’opzione di pernottare in tenda evita il problema di non trovare alloggio.
Grazie a Lip e Pelo per avermi accolta con loro. Sono appena diventata Guida Ambientale Escursionistica e mi sono divertita a fare la “guida” raccontando piante e curiosità lungo il percorso. Grazie a Francesca e Eduardo per aver condiviso l’ultima parte di questo cammino. Grazie a tutte le persone che ci hanno accolto e fatto sentire a casa in questo piccolo spazio tra Liguria e Toscana.
Levanto, Sabato 30 Maggio
Pontremoli, Lunedì 1 Giugno
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