Ed eccoci, anche quest’anno, per il sesto consecutivo, con la classifica dei 10 Cammini più cercati sul nostro portale. I dati fanno riferimento al 2025: i 10 Cammini più consultati su camminiditalia.org hanno totalizzato 280.189 visualizzazioni, pari al 14% delle oltre 2 milioni di visualizzazioni complessive del sito, che raccoglie più di 110 itinerari.

Introduzione
Chi c’è in classifica? Gli stessi nomi dello scorso anno, ma in un ordine leggermente diverso, con qualcuno che guadagna posizioni. Un bel cambiamento, invece, rispetto al 2020. Infatti, solo 3 cammini su 10 sono rimasti in classifica nel 2025: Via del Sale, Via degli Dei, La Rotta dei Due Mari. Facendo invece un confronto tra 2020 e 2025, la top 10, che nell’anno della pandemia era dominata da Via degli Dei, Cammino Celeste e Via del Sale e includeva itinerari più lunghi (anche perché forse c’era anche più tempo a disposizione), come il Sentiero dei Parchi (oltre 7.000 km), il Cammino 100 Torri (circa 1.284 km) o la Via Francigena (quasi 11.000), nel 2025 la lista comprende soprattutto cammini più brevi, compatti e facili da pianificare, insieme a itinerari “esperienziali” e “di territorio”. Questo può anche significare che sempre più gente sceglie di percorrere i cammini anche fuori stagione, organizzandoli a cavallo di un weekend lungo o in inverno.
I primi tre cammini del 2025, che troverete scorrendo verso la fine dell’articolo, coprono ben il 44,4% (quasi la metà!) delle visualizzazioni della top 10 – e i primi oltre la metà, cioè il 64,7% –, mostrando una crescita di interesse e una polarizzazione. Ci teniamo a fare una precisazione, che renda più facile la lettura dei dati: questi sono relativi alle visualizzazioni sul sito e possono dare un’idea, ma non riflettono in maniera precisa il numero di camminatori effettivi.
Chi cerca i cammini? Identikit di una community giovane e sempre più internazionale
Analizzando il profilo demografico di chi ha navigato sul portale nel 2025, emerge una fotografia di sostanziale continuità rispetto all’anno precedente, ma con segnali di evoluzione molto interessanti.
L’età: vincono i Millennial e la necessità di “tempi compatti”
Se nel 2024 la fascia d’età 25-34 anni rappresentava il 25% del pubblico, nel 2025 questa quota si consolida e cresce leggermente toccando il 26%. Insieme alla fascia 35-44 anni (20%), questi dati confermano che quasi un utente su due appartiene alla generazione in piena età lavorativa. È proprio questo dato anagrafico a spiegare il successo dei cammini “compatti” (3-6 giorni) evidenziato in classifica: si tratta di un pubblico che cerca l’esperienza immersiva, ma deve incastrarla tra ferie limitate e ritmi lavorativi serrati. Stabile anche la presenza dei giovanissimi (18-24 anni) che si attesta intorno al 16%.
Provenienza: l’Italia domina, ma l’estero cresce
Dal punto di vista geografico, l’Italia rimane ovviamente il bacino principale, ma si nota una lenta e costante apertura internazionale. Se nel 2024 il traffico domestico copriva il 94% del totale, nel 2025 questa quota scende al 92,4%, lasciando più spazio ai camminatori stranieri che salgono al 7,6%. Tra gli appassionati che sognano l’Italia dall’estero, il podio vede in testa la Svizzera (0,93%), seguita a brevissima distanza dagli Stati Uniti (0,83%) e dal Regno Unito (0,66%). Un segnale importante per i territori, che devono farsi trovare pronti ad accogliere un turismo sempre più globale.
Durante il 2025 camminiditalia.org è stato tradotto anche in inglese e spagnolo. Un’implementazione che probabilmente porterà a un aumento del pubblico estero sul portale negli anni a venire.

Classifica 2025
Ecco di seguito la classifica dei 10 Cammini più visitati sul nostro portale durante il 2025. Una classifica i cui protagonisti rimangono gli stessi dell’anno precedente, ma con un cambio di posizioni che riflettono le preferenze di chi li percorre, legate alla stagionalità (e alla possibilità di percorrerli anche in autunno e inverno), all’accessibilità e alla logistica.
10. Il Cammino Minerario di Santa Barbara, Sardegna
500 km ad anello nel Sud-Ovest della Sardegna, suddivisi in 30 tappe e percorribili in tutte le stagioni, anche se sconsigliamo fortemente l’estate per via del caldo eccessivo. Nel 2025 il Cammino Minerario di Santa Barbara ha totalizzato 17.522 visualizzazioni. Il Cammino nasce con l’obiettivo di far riscoprire gli antichi percorsi delle miniere, che i minatori utilizzavano per recarsi al lavoro o per il trasporto dei materiali. Solo il 25% del Cammino si snoda sull’asfalto di centri urbani ed extraurbani, mentre il resto si sviluppa su sentieri, mulattiere, carrarecce e strade carrabili sterrate.
Il Cammino Minerario di Santa Barbara si è appena aggiudicatoil Premio “Global Choice Award” come “Miglior sentiero del mondo”, durante l’ultima fiera CMT di Stoccarda. La prima edizione dell’Award ha premiato il percorso sardo che era in lizza con finalisti di rilievo internazionale tra cui il Trans Canada Trail, il GT 20 Bike (Corsica) e Sauerland-Höhenflug (Germania).
Ogni anno il Cammino propone attività e sconti per attrarre nuovi camminatori: l’anno scorso l’invito era stato alle donne, mentre in questo 2026, per celebrare la vittoria e i suoi 10 anni, la Fondazione ha proposto 2mila notti nelle posadas e nelle strutture convenzionate al costo simbolico di 10 euro. I voucher saranno disponibili per chi sceglierà di mettersi in cammino tra il 10 febbraio e il 10 giugno o tra il 10 settembre e il 10 dicembre di quest’anno.

09. Cammini di Oropa, Piemonte
I tre cammini di Oropa hanno totalizzato nel 2025 oltre 19mila viste (19.131), qualcuna in meno dello scorso anno.
La variante del Cammino di Oropa della Serra – 62 km, percorribili in 3 o 4 tappe in tutte le stagioni, anche in bicicletta, da Santhià, in provincia di Vercelli, al Santuario di Oropa (Biella), attraversando la Serra Morenica tra eporediese e biellese – l’anno scorso ha visto un +20% di viandanti lungo il Cammino, confermandosi come uno dei più amati d’Italia. Forse anche per la semplicità a livello logistico: la partenza è da Santhià, appena fuori dalla stazione che collega la direttrice Torino-Milano ed è quindi molto facile da raggiungere. Con la sua lunghezza permette di essere percorso durante un weekend lungo in 3 o 4 giorni e si presta molto bene per essere affrontato come primo cammino.
Questa e le altre varianti – insieme al Cammino di Oropa Canavesano, che comincia a Valperga, in provincia di Torino, 84.9 km suddivisi in 5 tappe e al Cammino di Oropa Orientale, da Vallemosso, 34.3 km in 3 tappe – costituiscono un percorso spirituale e naturalistico piemontese di grande fascino. Tutti gli itinerari portano al celebre Santuario, patrimonio UNESCO. I percorsi sono percorribili da maggio a ottobre e sono adatti a chi cerca tranquillità, natura e facilità nell’organizzazione.

08. Cammino del Gran Sasso, Abruzzo
61 km, quasi 3mila metri di dislivello complessivo, 5 tappe su un percorso ad anello, ideale in primavera, estate e autunno (da monitorare la neve sulla prima tappa durante primavera e inverno), questo cammino di montagna perde qualche posizione rispetto allo scorso anno, ma continua a riscuotere molta curiosità, con 19.700 visualizzazioni. Il Cammino del Gran Sasso, è stato pensato per essere fruibile da più persone possibili, e comincia da Fonte Cerreto, alla base della funivia del Gran Sasso nel comune de L’Aquila, attraversa i panorami mozzafiato di Campo Imperatore e del Canyon dello Scoppaturo, per poi fare tappa tra i paesi di Rocca Calascio, Santo Stefano di Sessanio, Barisciano, per tornare poi al punto di partenza.
Il suo successo racconta anche di una necessità di chi sceglie di percorrere un cammino: immergersi nella natura e negli ambienti montani. Quello del Gran Sasso, Parco Nazionale istituito nel 1991, rimane a oggi una delle aree con la maggior biodiversità vegetale d’Europa, con circa 2300 specie e una natura ancora selvaggia, protetta dall’antropizzazione di massa che ha interessato altre aree montane, che attirano sempre più persone, come segnalato dal Rapporto UNCEM 2025, che racconta di come queste si stiano ripopolando.
Questo accade anche grazie a cammini che fanno rivivere il territorio e riportano le persone a vivere queste aree. Rispetto ai dati raccolti da Cammini d’Italia, questo interesse nei confronti delle montagne si traduce soprattutto in itinerari montani non eccessivamente lunghi, come in questo caso o in quello della Via del Sale, che troveremo più in alto in classifica.

07. La Rotta dei due Mari, Puglia
136 km, 6 tappe, da Polignano a Mare a Taranto, passando da Castellana Grotte, Alberobello, Locorotondo, Martina Franca, Crispiano, è percorribile (anche in bicicletta) in quasi tutte le stagioni – sconsigliamo l’estate, anche in questo caso, per il caldo – e collega, come lascia intuire il nome, il Mare Adriatico e lo Ionio, nel Golfo di Taranto. Con una crescita continua dal 2020, questo cammino è arrivato nel 2025 a oltre 20mila visualizzazioni sul nostro sito (20.366). Un +179% rispetto alle 7.300 del 2020 e una posizione più in alto rispetto al 2024.
Cammini come La Rotta dei Due Mari diventano più forti perché intercettano bisogni precisi: tratte percorribili in tempi più brevi, come una settimana, una logistica chiara e organizzata e periodi di percorrenza slegati dall’estate. Come il Cammino del Salento, che vedremo tra poco, questo itinerario è infatti perfetto per essere affrontato anche durante la stagione invernale.
Per saperne di più, potrete recuperare il nostro documentario in tre episodi realizzati dal nostro team nel 2023.

06. Il Cammino del Salento, Via del Mare e Via dei Borghi, Puglia
Con 114 km in 5 tappe per la Via del Mare e 135 km in 6 tappe per la Via dei Borghi, restiamo in Puglia per un altro Cammino lineare, da Lecce a Santa Maria di Leuca, percorribile preferibilmente tra primavera, autunno e inverno. Entrato l’anno scorso in top 10, Il Cammino del Salento ha dal 2024 guadagnato ben 4 posizioni, con 22.248 visualizzazioni. I dati del 2025 parlano di oltre 4.500 passaporti del Pellegrino distribuiti, e di 1050 testimonium ritirati.
Come per La Rotta dei due Mari e per il Cammino Minerario di Sanata Barbara, il suo successo indica un forte interesse per cammini percorribili – e anzi, consigliati! – anche nelle stagioni fredde. L’estate può essere molto calda e soprattutto affollata. Ma perché sempre più persone cercano cammini percorribili in inverno? Per motivi climatici, di prezzo, disponibilità ricettiva. E perché cresce questo tipo di fruizione anche nei periodi della feste, invece della classica settimana bianca o dei viaggi all’estero.
In primavera e autunno è l’itinerario perfetto per rinfrescare o concludere una giornata di cammino con un bagno nel mare cristallino – i più coraggiosi hanno fatto il bagno anche in pieno inverno – e per godere della cultura e dell’enogastronomia locale. E se non siete amanti delle folle, è un ottimo modo per fare esperienza del Salento!

05. Kalabria Coast to Coast, Calabria
55.3 km, 3 tappe da Soverato a Pizzo, dal Mar Ionio al Mar Tirreno, attraversando il territorio montano delle Preserre Calabre, suggestivi borghi di Petrizzi, San Vito sullo Ionio e Monterosso Calabro, è consigliato per la percorrenza in primavera, estate e autunno. Come lo scorso anno, in cui era entrata in classifica, ha totalizzato circa 26mila visualizzazioni (26.470) e guadagna nel 2025 una posizione sull’anno precedente.
Tra mare e montagna, il Kalabria Coast to Coast è l’itinerario perfetto per chi desidera esplorare la regione in un tempo relativamente breve e attraversa paesaggi che alternano uliveti, boschi e antichi borghi rimanendo al riparo dalle rotte turistiche più consuete e affollate.
Per scoprire tutte le curiosità legate a questo cammino, potete recuperare il video YouTube che abbiamo realizzato nel 2022 – l’anno in cui, peraltro, il Cammino è stato inserito dal prestigioso Time Magazine nella lista dei “World’s Greatest Places” – i posti più belli del mondo.

04. Cammino dei Tre Villaggi, Lazio
Con i suoi 18 km, divisibili in 3 tappe, e con percorso ad anello nella Tuscia Viterbese, è il cammino più piccolo d’Italia, perfetto per essere completato in un weekend durante tutto l’anno, con un occhio di riguardo per l’estate a causa del caldo e per il fango durante le stagioni più piovose. – o, per chi ha più fretta, anche in una giornata! Nel 2025 ha perso una posizione, ma rimane ancora in alto con ben 30.439 visualizzazioni.
Con partenza e arrivo a Villa San Giovanni in Tuscia, attraversando i borghi di Barbarano Romano e Blera, il Cammino dei Tre Villaggi può essere percorso a piedi e in bicicletta e si snoda attraverso antiche strade etrusche, offrendo un’esperienza non solo dal punto di vista naturalistico, tra colline argillose a boschi e pascoli e le forre scavate nei millenni dai torrenti, ma anche da quello archeologico. Grazie alla facile logistica e alla sua breve durata, questo micro-cammino si rivela perfetto per chi ha poco tempo, un piccolo budget o per chi è alle prime esperienze.
Sì, nel 2024 abbiamo realizzato un documentario anche sul Cammino dei Tre Villaggi, e lo potete guardare qui.

03. La Via degli Dei, Emilia-Romagna e Toscana
130 km, 6 tappe, il cammino più battuto in Italia, dopo essere rimasto in prima posizione per qualche anno, la resta sul podio, ma scende al terzo posto, con 33.408 visualizzazioni.
Percorribile a piedi in 4-6 giorni, ma anche in bicicletta in 2-3, tutto l’anno, ma preferibilmente da marzo e novembre, laVia degli Dei collega Piazza Maggiore a Bologna con Piazza della Signoria a Firenze e si sviluppa seguendo un’antica via romana, la Flaminia Militare. Questa risale al 187 a.C., scoperta nei boschi dell’Appennino da Cesare Agostino e Franco Santi. Lungo il cammino, il cui recupero è avvenuto negli anni Novanta, si possono ancora ammirare tratti di selciati romani, testimonianze di un passato ricco di storia, e prende il suo nome dalla topografia del luogo: i monti che attraversa, infatti (Monte Adone, Monte Luario, Monte Venere…) evocano divinità dell’antichità.
Il fatto che sia tra i cammini più frequentati non significa che sia da sottovalutare: è fondamentale pianificare con cura ogni tappa, poiché alcune superano i 30 chilometri con dislivelli impegnativi, soprattutto nella seconda e nell’ultima parte del tragitto e, in caso di tempo non favorevole, può essere sfidante.
Una delle novità più importanti del 2025 è che è stato il primo cammino al mondo a essere certificato dal Global Sustainable Tourism Council, un organismo sostenuto dall’Organizzazione Mondiale del Turismo e dal Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente. Un riconoscimento che attesta che la Via degli Dei rispetta standard di sostenibilità ambientale, sociale ed economica.

02. Il Cammino dei Borghi Silenti, Umbria
90km percorribili in 4 o 5 tappe ad anello, da Tenaglie a Tenaglie, lungo i Monti Amerini dell’Umbria Sud-Occidentale, al confine con il Lazio: come suggerisce il nome, attraversa una serie di meravigliosi borghi medievali poco abitati, come Baschi, Santa Restituta, Toscolano, Civitella del Lago.
In provincia di Terni e a un passo da Orvieto, il Cammino dei Borghi Silenti si conferma al secondo posto: nato nel 2020, dopo una crescita di popolarità lungo tutto il 2024, quest’anno si stabilizza sulle 37.595 visite sul nostro sito. Primavera, estate e autunno sono le stagioni migliori in cui percorrerlo per apprezzare al massimo la campagna umbra, insieme ai suoi colori e ai suoi sapori, e la vista sul lago di Corbara.
Le tappe sono organizzabili con distanze tra i 20 e i 25 km e non è da sottovalutare il dislivello complessivo: circa 2.500 metri. Con un allenamento discreto, è perfetto anche come primo cammino, grazie alla logistica molto organizzata.
Come potevamo non girare un documentario anche su questo cammino? Se vuoi vederlo eccolo qui… Durante il cammino abbiamo avuto il grande piacere di incontrare e scambiare due chiacchiere con Mogol, che abita sulla Variante dei Ciclamini sulla prima tappa.

01. La Via del Sale, Lombardia, Piemonte, Liguria
Gli 87.2 km de La Via del Sale, percorribile in 4 tappe, uniscono Varzi, in Lombardia, per arrivare al mar Ligure, a Portofino, attraversando Emilia-Romagna e Piemonte, lungo le antiche vie utilizzate per il trasporto del sale prodotto a Genova fino alla Pianura Padana.
Nel 2020 il Cammino era già sul podio, al terzo posto, nel 2024 era sceso in quarta posizione, e nel 2025 le ha scalate tutte, fino a raggiungere la prima, dove l’anno scorso c’era la Via degli Dei. Dalle 22mila visite del 2020, ha più che raddoppiato, raggiungendo le 53.310 visualizzazioni nel 2025 (un +142%). Un’ulteriore conferma che i cammini immersi nella natura, anche a quote più importanti, suscitano sempre più interesse.
Percorribile tra primavera/estate/autunno, ma preferibilmente tra giugno e settembre, per evitare la neve in prossimità dei passi montani. Il Cammino ha un dislivello complessivo di circa 3mila metri, che richiede una buona preparazione atletica e fisica, e attraversa Appennini e vallate, fino ai panorami marini.

Conclusioni, analisi e trend
Siamo arrivati alla sesta edizione del report: una classifica che ci permette di comprendere meglio non solo abitudini, preferenze e scelte di viaggio della nostra community, ma anche di osservare l’evoluzione di un fenomeno che continua a crescere e a strutturarsi – con una piccola spinta anche data dall’effetto Zalone forse, ma che non si limita a un trend del momento.
Le ricerche più frequenti riguarderebbero dunque:
- Cammini più brevi e dalla logistica più semplice;
- Cammini percorribili anche fuori stagione e in diversi momenti dell’anno, che permettano di evitare i tradizionali flussi turistici;
- Cammini in grado di offrire esperienze profondamente legate al territorio, sia in termini naturalistici, che dal punto di vista culturale e gastronomico.
Ce lo diranno meglio i dati 2025 che verranno condivisi da Terre di Mezzo nelle prossime settimane, ma in generale è chiaro che, con ben oltre 190 mila praticanti nel 2024 e trend positivo rispetto agli anni precedenti, i cammini italiani continuano a crescere come fenomeno turistico e sociale e si confermano un’esperienza di viaggio e culturale in grado di intercettare bisogni diversi: tempo limitato a disposizione, desiderio di immergersi in ambienti naturali, attenzione ai costi, ma anche all’autenticità.
Non tutti possono permettersi itinerari lunghi o settimane intere di viaggio, e anche per questo i cammini brevi e ben organizzati si consolidano come scelta sempre più popolare. Come mostrano i numeri, i cammini più ricercati hanno tappe comprese tra i 3 e i 6 giorni, chilometraggi tra i 50 e i 140 km. Logistica semplice (con molti percorsi ad anello) e accessibilità diventano elementi centrali. Escludendo il Cammino Minerario di Santa Barbara, la mediana dei 10 cammini più cercati si assesta intorno ai 90 km e alle 5 tappe.

Allo stesso tempo, emerge con forza un altro dato: cresce l’interesse per cammini percorribili fuori stagione, soprattutto nel Sud e lungo le coste. Clima più mite, minore affollamento, prezzi più accessibili e maggiore disponibilità ricettiva rendono autunno e inverno stagioni sempre più attrattive – leve decisive quanto paesaggi, luoghi ed esperienze enogastronomiche. Per i territori che ricevono i camminatori questo è particolarmente importante, perché contribuisce a distribuire i flussi turistici nel tempo e nello spazio.
Come sottolinea anche il Rapporto Montagne Italia 2025 di UNCEM, il turismo lento si inserisce in una trasformazione più ampia del modo di abitare e attraversare i territori. I cammini diventano in questo modo non solo strumenti di scoperta, ma anche delle occasioni di relazione con le comunità locali. Sempre più spesso, sembra emergere dai dati, la scelta di un cammino nasce dal territorio, prima ancora che dalla sua dimensione spirituale o simbolica che trainava la narrativa in passato. Ecco che i nomi più cercati sono quelli di Cammini che si snodano tra paesaggi costieri e montani, borghi, geografie precise – e che vengono presentati nella loro possibilità di offrire esperienze legate al territorio.
La nuova legge italiana sui Cammini, approvata il 10 febbraio 2026, prevede uno stanziamento di 5 milioni di euro per il triennio 2026-2028, e un milione all’anno dal 2029, che si aggiungeranno ai circa 30 milioni già investiti dal Ministero del Turismo finora per censire e promuovere la rete dei Cammini italiani. Il testo definisce i cammini d’Italia come “percorsi da vivere lentamente, a piedi o con altri mezzi di mobilità dolce sostenibile, senza motori, con l’obiettivo di far emergere e valorizzare i loro aspetti culturali, storici, religiosi, naturalistici ed escursionistici”. Gli obiettivi, ha specificato il Ministro del Turismo, “includono sicurezza, accoglienza, turismo lento, diffusione, tradizioni locali, siti storici, minoranze linguistiche, approfondimenti tematici, dialogo interculturale e tutela ambientale”. Un segnale importante per la valorizzazione del futuro dei Cammini del nostro Paese.
Top 10 per visualizzazioni
| # | Cammino | Visualizzazioni | Quota su Top 10 |
| 1 | Via del Sale | 53.310 | 19,0% |
| 2 | Cammino dei Borghi Silenti | 37.595 | 13,4% |
| 3 | Via degli Dei | 33.408 | 11,9% |
| 4 | Cammino dei Tre Villaggi | 30.439 | 10,9% |
| 5 | Kalabria Coast to Coast | 26.470 | 9,4% |
| 6 | Cammino del Salento | 22.248 | 7,9% |
| 7 | La Rotta dei Due Mari | 20.366 | 7,3% |
| 8 | Cammino del Gran Sasso | 19.700 | 7,0% |
| 9 | Cammini di Oropa | 19.131 | 6,8% |
| 10 | Cammino Minerario di Santa Barbara | 17.522 | 6,3% |
